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[Roma Film Fest '09] Les Regrets
Scritto da Elena Araldi, 22-10-2009 21:43
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con Yvan Attal, Vakeria Bruni Tedeschi

regia: Cedric Kahn

 

Les regrets sono in realtà i rimpianti dello spettatore che per vedere questo film ha rinunciato o a un  lungometraggio più meritevole o a un tramezzino al bar del Festival di Roma. Un uomo e una donna si ritrovano per caso quindici anni dopo la loro storia d'amore. Lo stupore è talmente forte che al primo incontro fortuito non riescono nemmeno a rivolgersi la parola. Non parlano neanche quando si vedono al secondo appuntamento: fanno subito sesso. I due iniziano a frequentarsi assiduamente e durante i loro incontri indovinate un po'? Fanno sesso. A questo punto punto è evidente che quando il regista ha commentato la sua opera affermando che si tratta di una ritrovata passione travolgente intendeva proprio questo, un'attrazione a calamita di un corpo A verso un corpo B, che culmina nelle scene in cui le due masse  in questione si attraggono in una farmacia sbattendo vigorosamente contro i vetri di uno scaffale. Se fosse una storia adolescenziale, di quelle tutte ormoni e preservativi, quasi quasi ci potrebbe anche stare (anche se in realtà le prime storielle adolescenziali sono quelle in cui si parla sempre troppo e non si conclude mai), ma i nostri protagonisti hanno pure una  famiglia, ognuno per conto proprio. E allora? Allora non si può fare a meno di detestarli entrambi.

Lui, marito fedifrago, che trionfa tra le lenzuola con la ex ma dice di amare la moglie e lei, donna irrisolta e molto infantile che ogni volta lancia il sasso e poi tira indietro la mano,  un'insicura cronica costantemente in bilico tra il concedersi all'ex e il non rivederlo mai più. Il fatto è che i dubbi e i timori di tornare con l'ex, la paura di soffrire di nuovo mischiata al desiderio di ricostruire momenti piacevoli e mai dimenticati sarebbero temi anche interessanti se venissero espressi attraverso dei dialoghi ogni tanto. Invece niente, nessuna riflessione profonda, nessun flusso di coscienza, nessuna presa di posizione ragionata. Per tutto il film i due giocano al gatto al topo, sempre rincorrendosi letteralmente. Si esce dalla sala con un certo disgusto, sperando di non incontrare mai uomini così e di non diventare mai donne così. Inutili.

Pubblicato in : Recensioni, Film sugli schermi e recenti
Ultimo aggiornamento Domenica 25 Ottobre 2009 01:18
 

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