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Bastardi senza gloria
Scritto da Doris Cardinali, 10-10-2009 16:17
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Locandina del film

Titolo originale: Inglourious Basterds

Regia: Quentin Tarantino

Interpreti: Brad Pitt, Eli Roth, Michael Fassbender, Christoph Waltz, Diane Kruger, Daniel Brühl, Til Schweiger, Mélanie Laurent, B.J. Novak, Samm Levine, Cloris Leachman, Samuel L. Jackson, Mike Myers, Julie Dreyfus

Genere: Azione

Distribuzione: Universal Pictures (uscita venerdì 2 ottobre 2009)

Origine: USA, Germania, 2009

durata 160 min.

 

1944, i nazisti hanno invaso la Francia. Il colonnello delle SS Hans Lanza, detto il “cacciatore di ebrei”, uccide a sangue freddo la famiglia Dreyfus rifugiatasi sotto le assi in legno della casa di un contadino; tuttavia l’unica superstite della strage, Shosanna Dreyfus, riesce a scappare e a rifugiarsi a Parigi dove assume una nuova identità, diventando proprietaria di una sala cinematografica. Parallelamente, il tenente Aldo Raine, interpretato da uno strepitoso Brad Pitt, raduna una squadra speciale di soldati americani di origini ebrea, meglio noti come i “Bastardi”, incaricati di uccidere ogni nazista che incontrano lungo il cammino e di prenderne lo scalpo (almeno 100 a testa). Le due storie si sviluppano senza incrociarsi mai se non in un medesimo luogo: sia Shosanna sia Aldo Raine mirano a un unico scopo, quello di eliminare i leader del Terzo Reich.

Questa pellicola potrebbe essere definita una favola shakespeariana sulla fine romanzata del nazismo, ancor prima dell’arrivo degli Alleati nel 1945.

L’ultimo film di Quentin Tarantino mantiene quegli elementi di fondo che rendono riconoscibile lo stile del suo marchio. Il tema della vendetta e il gusto per la violenza fumettistica (Kill Bill) alternato a momenti di massacri puri e crudi (Le Iene, Pulp Fiction); il ritorno di una colonna sonora nostalgica che richiama Ennio Morricone e diversi brani già ascoltati in Kill Bill; i primi piani e i “campo-contro-campo” alla Sergio Leone e i riferimenti meta-cinematografici didascalici; l’abbondare di sovratitoli che presentano i nomi dei personaggi più importanti man mano che compaiono (chi non conosce il sergente Hugo Stiglitz???), sono alcuni dei tanti divertissment volti ad alleggerire il contesto che, in caso contrario, sarebbe risultato troppo pesante da digerire.

il cast

Benché la magnificenza del racconto epico, propria dei generi western e spaghetti-western, venga quasi del tutto messo da parte, in questa pellicola sembra che il regista voglia sconvolgere e stravolgere quel terribile evento storico che ha cambiato il volto dell’intera umanità. La rappresentazione del Führer e la lacerazione del suo volto gommoso attraverso le pallottole dei mitra ha qualcosa di grottesco e di ridicolo come il profetico dittatore di Chaplin ne Il grande dittatore (1940).

Se da un lato la favola di Tarantino si conclude come una tragedia classica in cui tutti i personaggi, o quasi, soccombono dinanzi al fato, dall’altro l’ironia leggera che conduce il gioco dell’azione ricorda l’apparato scenico farsesco di Vogliamo Vivere di Ernest Lubitsch (1942). La vicenda di Bastardi senza gloria si esaurisce in uno scenario proveniente dal mondo del cinema: la vendetta si consuma nella sala cinematografica di Shosanna; l’attrice Bridget von Hammersmarkche, interpretata da Diane Kruger, che aiuta i Bastardi nell’ “operazione Kino”, ricorda tanto il ruolo di spia che pare abbia avuto Marlene Dietrich durante il secondo conflitto mondiale; i diversi riferimenti al cinema europeo degli anni ’40 e la pellicola Orgoglio della nazione – diretta da Eli Roth alias il “bastardo” Donnie Donowitz – presentata durante la fatidica serata di gala, sono riferimenti esemplari della dialettica tra vita e cinema, tra Storia e storia del cinema.

Una morale? Il rispetto per il cinema tout court che i regimi spesso non sono capaci di provare se non per il cinema proprio di stato.

Il titolo è un omaggio alla pellicola di Enzo G. Castellari Quel maledetto treno blindato (1977), uscita negli Stati Uniti con il titolo di Inglorious Bastards. Tarantino non ha fatto altro che sostituire la lettera e con la a, Basterds.

Spassosi per i "tarantofili" i sovratitoli e i titoli di testa e di coda, prelibata miscela di parole, musiche e immagini.

Ottimo il cast, e in particolare l'interpretazione di Christoph Waltz nei panni del sadico e mellifluo colonnello Hans Landa.

Pubblicato in : Recensioni, Film sugli schermi e recenti
Ultimo aggiornamento Domenica 25 Ottobre 2009 00:59
 

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